Clicca sull'immagine per ordinarlo su IBS


Tutti i poveri devono morire
(Ed. Castelvecchi, 2011) non è soltanto un libro.

Tutti i poveri devono morire è un labirinto, una dimensione visionaria, un codice da perfetto samurai: freddo, tagliente, intriso da un malcelato sentore di sangue. Di vite che, per il tramite della follia, sono giunte al loro limite più estremo.

Vite che non possono, ma devono, estinguerne altre.

Perché un disegno più grande li guida, li soggioga e li comanda: un disegno chiamato “Cenacolo di Caino”, i cui membri possono indiscriminatamente commettere efferati delitti, senza essere per questo condannati, purché le vittime siano di ceto inferiore al loro.

Giovanni di Iacovo, già autore di Sushi Bar Sarajevo (Palomar, 2005), riconferma in questo suo secondo romanzo quanto possa essere permeante e invasiva l’originalità dalla quale una trama sa scaturire quando le idee ci sono. E quando queste siano in grado di fare la differenza.

Non a caso, leggendo le prime pagine della storia, la sensazione è quella di trovarsi di fronte a un libro di Palahniuk (Fight Club, Survivor, Cavie, ecc.), con i suoi personaggi unici e un po’ claustrofobici.

I ritmi sono serrati, la ragnatela su cui sono strutturati i molteplici passaggi del romanzo è ben riuscita. L’autore ama sempre lasciarci come davanti ad un vetro, dal quale possiamo cogliere il rapido e continuo divenire degli eventi, ma senza poterli veramente “toccare”, prevedere.

Attento osservatore della realtà e del nostro tempo, Di Iacovo ci consegna così un libro capace, attraverso la metafora della cinica persecuzione dei poveri, di essere anche la vivida testimonianza di quanto oggi la vita possa essere sottovalutata e disumanizzata.

Molto spesso, dopo una prova d’esordio brillante, la seconda opera non sempre convince, perché vittima di troppe aspettative. Con Tutti i poveri devono morire, invece, l’autore sfata la cabala e si appresta ad essere una delle voci più interessanti e originali della sua generazione.

Dal libro:

Cresciamo sempre di più perché il mondo ha bisogno di noi. Siamo noi la vera igiene del mondo! Noi non uccidiamo per vivere, non uccidiamo perché ci paga un governo. Non guidiamo ubriachi contro la notte, non andiamo a sparare nelle scuole, tra le folle o in trincea, non assassiniamo per profitto, non assassiniamo a pagamento. Siamo imprenditori di noi stessi. Imprenditori di un’attività in grande espansione.”

Biografia:

Giovanni Di Iacovo (Londra, 1975) ha esordito con il volume Sporco al Sole-Racconti del Sud Estremo (Besa-Book Bros, 1998) poi con 11 Under 30 (Castelvecchi, 2000), fino al pluripremiato romanzo Sushi Bar Sarajevo (Palomar, 2006) e ad un volume di “cover” di fiabe famose in versione pulp dal titolo E morirono tutti felici e contenti (Neo Edizioni, 2009).
Vincitore della sezione letteratura della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo (Sarajevo, 2001) e del Premio Teramo 2006, è direttore del Festival delle Letterature dell’Abruzzo, è Consigliere comunale di Pescara e assistente della cattedra universitaria di Letteratura italiana contemporanea. Alcuni suoi racconti sono stati messi in scena nello spettacolo Viaggio nelle Metropolis insieme a Stefano Benni, David Riondino e Roberto “Freak” Antoni.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: